
Fortunate coincidenze, battaglie, conflitti e occasioni mancate scandiscono gli oltre settecento anni di storia svizzera. A più riprese la Svizzera si è trovata ad affrontare cambiamenti decisivi che l’hanno messa dinanzi a decisioni importanti. In questi momenti, alcune personalità come Werner Stauffacher, Nicolao della Flüe, Hans Waldmann, Guillaume Henri Dufour, Alfred Escher e Stefano Franscini hanno svolto un ruolo determinante. I quattro film raccontano queste sfide.

S1 E4 • 28/11/2013
Dopo la nascita dello Stato federale, nel 1848 la Svizzera è in Europa uno dei primi paesi democratici. L’industria e il sistema dei trasporti sono però ancora agli albori. Per Alfred Escher è giunto il momento di realizzare quello che fu il grande progetto della sua vita: costruire la ferrovia del San Gottardo. In veste di consigliere di Stato del Cantone Zurigo, consigliere nazionale e fondatore del Credito Svizzero, Alfred Escher ha tutte le carte in regola per realizzare quest’ opera straordinaria. Il magnate diventa così potente da rinunciare a farsi eleggere in seno al Consiglio federale e viene considerato una sorta di «re» (senza scettro) della Svizzera. Il suo impegno per la costruzione della ferrovia e la fondazione del Politecnico federale sono però apprezzati solo marginalmente. A Berna, tra i nuovi uomini che detengono il potere, Alfred Escher a poco a poco perde importanza e non viene neppure invitato all’inaugurazione della Galleria del San Gottardo. Contrariamente ad Escher, il politico ticinese liberale Stefano Franscini proveniva da una famiglia poverissima. Franscini si impegna profondamente nell’ambito dell’educazione e dell’istruzione, guadagnandosi grande rispetto e stima. Nel 1848 è eletto consigliere sotto la nuova Costituzione federale, entrata in vigore in quell’anno. Praticamente da solo organizza il primo censimento della popolazione svizzera ed è innanzitutto a lui, in collaborazione con Escher, che dobbiamo la fondazione del Politecnico federale di Zurigo.