
Racconta gli ultimi giorni dello storico stabilimento torinese della Fiat Grandi Motori attraverso gli occhi di due senza tetto rumeni che vi abitano. In un'atmosfera tra l'onirico e l'assurdo la fabbrica in disfacimento diviene palcoscenico della loro personale e archetipica tragicommedia, il cui ultimo atto, come il beckettiano Aspettando Godot, si protrarrà fino alla fase finale della demolizione.